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Cossoine
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mwhaCossoine (mwhqCossoìne in mwhgsardo) è un mwhwcomune italiano di mwia736 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqcittà metropolitana di Sassari. È compreso nella regione storico-geografica del mwjgMeilogu, a sua volta sub-regione del mwjwLogudoro. Dista 48 km da mwkaSassari e 60 km da mwkqAlghero.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Economia
• Note
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Storia
Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio risalgono al mwmqNeolitico, con la presenza di diverse mwmgmwmwdomus de janas e mwnatombe dei giganti, nonché di numerosi mwnqnuraghi, risalenti all'mwngetà del bronzo.
Nell'mwpwXI secolo viene citata per la prima volta la chiesa bizantina di Santa Maria Iscalas nelle cui vicinanze sorgeva il villaggio detto Santa Maria di Curin. Non appare chiaro che il nome di questa località, di apparente origine greca, sia relazionato con quello di Corsein, con cui in alcune mappe geografiche medievali viene indicato per la prima volta il villaggio dove sorge ora l'odierno comune, poi evoluto in Cossein e quindi nell'odierno Cossoine, in seguito alle distorsioni dovute alle stratificazioni linguistiche in sequenza dei dominatori catalani, castigliani e italiani. Secondo una interpretazione etimologica questo nome deriverebbe da mwqgcossu, forse ad indicare "corso", ossia abitante della mwqwCorsicacite-ref-comunas-3-0[3]. Questa interpretazione sarebbe surrogata anche dall'alta frequenza nel Paese del cognome Unali, che deriva da Gunale, una curatoria del mwsaGiudicato di Gallura storicamente abitata da tribù corse.
Durante il mwtamedioevo Cossoine fece parte del mwtqgiudicato di Torres, nella mwtgcuratoria di Cabuabbas, per poi passare alla famiglia genovese dei mwtwDoria nel mwuaXIII secolo. Dopo alterne vicende Cossoine passò dal mwuqgiudicato di Arborea agli mwugaragonesi alla metà del mwuwXIV secolo. Per tutto il periodo aragonese-spagnolo il paese fu sotto il controllo di diverse famiglie di feudatari iberici fino al mwva1839, quando in periodo sabaudo fu abolito il mwvqfeudalesimo.
Fino all'mwvwOttocento il paese era lo spauracchio dei parroci della sede vescovile per la sua inospitalità all'autorità spirituale e il mwwacattolicesimo era praticato prevalentemente dalle famiglie delle classi alte, mentre le masse popolari aderivano ad un culto distorto con superstizioni e reminiscenze di culti pagani. Il territorio, allora ricco di foreste nei monti e di paludi nelle valli, tra i più selvaggi della mwwqprovincia di Sassari, era il paradiso dei protagonisti del mwwgbanditismo locale, quali i fratelli Cabizza del villaggio stesso e Peppino Marceddu di mwwwPozzomaggiore, e anche di altri latitanti, come il famigerato mwxaFrancesco Derosas di mwxqUsini.
Nel mwxwNovecento il progresso delle comunicazioni portò il villaggio ad un certo grado di sviluppo economico e sociale. Il quasi completo abbattimento degli alberi durante la costruzione della mwyaferrovia impedì ogni futuro insediamento di banditi, tanto che Cossoine restò immune dal fenomeno dei mwyqsequestri di persona, che nell'isola invece aumentavano insieme allo sviluppo economico.
Dopo alcuni decenni le migliori condizioni nutritive e sanitarie portarono come rovescio della medaglia ad un eccesso di popolazione, che a partire dagli mwywanni cinquanta provocò inevitabilmente una notevole mwzaemigrazione, soprattutto in mwzqArgentina, mwzgNord Italia e mwzwNord Europa.
A partire dagli mwaqanni ottanta si aprì per Cossoine una stagione di notevoli cambiamenti sociali ed urbanistici, i quali garantirono al paese un profondo rinnovamento e ad una maggiore emancipazione economica. Tali miglioramenti furono portati avanti dalle amministrazioni e dalle numerose associazioni caratterizzate dalla forte presenza dei giovani di Cossoine.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone del comune di Cossoine sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 5 giugno 1951.cite-ref-4[4] Sullo sfondo rosso dello stemma comunale, è raffigurato un castello d'argento, munito di due torrette laterali a cuspide, posto sulla sommità di un monte verde e accostato da due leoni controrampanti, anch'essi d'argento.
Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Siti archeologici
Luoghi di interesse naturalistico
Società
Evoluzione demografica
Cultura
Cossoine è citato in diverse fonti storiche per una singolare caratteristica dei suoi canti: al contrario della comune consuetudine sarda di un mwkqcanto a tenore esclusivamente maschile, in questo villaggio esisteva una tradizione femminile, che da più di un secolo è andata irreversibilmente persa.
Economia
L'economia del Paese era fino all'Ottocento tradizionalmente imperniata sulle colture cerealicole e leguminose, grazie alla feracità dei suoli vulcanici. Oggi si basa quasi esclusivamente sull'mwlaallevamento.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| | 1966 | Leonardo Caddia | | Sindaco | |
| 1966 | 1970 | Luciana Mannu | | Sindaco | |
| 1970 | 1975 | | | | |
| 1975 | 1980 | Vincenzo Contini | | Sindaco | |
| 1980 | 1985 | Sebastiano Piras | lista civica di centro-sinistra | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Sebastiano Piras | lista civica di centro-sinistra | Sindaco | |
| 1990 | 22 aprile 1995 | Sebastiano Piras | lista civica di centro-sinistra | Sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Sebastiano Piras | lista civica di centro-sinistra "Impegno e Partecipazione" | Sindaco | [ 6 ] |
| 16 aprile 2000 | 7 maggio 2005 | Antonia Sotgiu | lista civica "Insieme per Cossoine" | Sindaco | [ 7 ] |
| 8 maggio 2005 | 29 maggio 2010 | Antonia Sotgiu | lista civica "Insieme per Cossoine" | Sindaco | [ 8 ] |
| 30 maggio 2010 | 30 maggio 2015 | Alfredo Unali | lista civica "Insieme per Cossoine" | Sindaco | [ 9 ] |
| 31 maggio 2015 | 25 ottobre 2020 | Sabrina Sassu | lista civica "Progetto Comune" | Sindaco | [ 10 ] |
| 26 ottobre 2020 | in carica | Sabrina Sassu | lista civica "Progetto comune" | Sindaco | [ 11 ] |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwtwmwuamwuqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwugdemo.istat.it, mwuwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwvwmwwamwwqClassificazione sismica (mwwgmwwwXLS), su mwxarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-comunas-33. ↑ mwyamwyqmwygComunas, Storia di Cossoine, su mwywcomunas.it.
cite-note-44. ↑ mwzwmw0amw0qCossoine, decreto 1951-06-05 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su mw0gArchivio Centrale dello Stato. mw0wURL consultato il 17 luglio 2022.
cite-note-55. ↑ Dati tratti da: mw1wmw2amw2qmw2gmw2wPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mw3amw3qPDF), su mw3gebiblio.istat.it, mw3wISTAT. mw4amw4qmw4gmw4wPopolazione residente per territorio – serie storica, su mw5aesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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cite-note-10-15-95. mwaqqmwaqumwaqyComunali 30/05/2010, su mwaqcelezionistorico.interno.gov.it, mwaqgMinistero dell'interno. mwaqkURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-15-106. mwaq0mwaq4mwaq8Comunali 31/05/2015, su mwaraelezionistorico.interno.gov.it, mwareMinistero dell'interno. mwariURL consultato il 16 agosto 2017.
cite-note-20-117. mwarymwarcmwargComunali 25/10/2020mwars, su mwasmelezioni.interno.gov.it, mwasqMinistero dell'interno. mwasuURL consultato il 25 gennaio 2021.
Bibliografia
• G. Deriu, scheda "Cossoine", in mwaskStudio sui centri storici medioevale del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in mwasoL'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes", Sassari, Magnum, 2000. Attenzione: la chiesa di mwasssca. Maria de Curin, citata a proposito dei termini della mwaswdomo de Teclata (mwas0Il Condaghe di San Pietro di Silki, 311), non deve affatto essere identificata con Santa Maria Iscalas (Cossoine), come qualche storico ha opinato, bensì con Santa Maria di Curos (Villanova Monteleone).
• G. Deriu, schede "Androliga", "Monticleta [Montirigheddu?]", "Alchennero" e "Domestica di Zinnigas [mwas8Su Tinnialzu]", in G. Deriu - S. Chessa, mwataSemestene ed il suo territorio dal Basso Medioevo agli inizi dell'Epoca Contemporanea, Sassari, Edes, 2003.
• G. Nurra, mwatiTradizioni e Usanze Popolari di Cossoine, Macomer, Eurografica, 2004.
• G. Pittalis, mwatqUn paese del Logudoro. Cossoine e dintorni nella Storia di Sardegna, Sassari, Magnum, 2004.
• M. L. Chicconi (a cura di), mwatyRaccontando Cossoine, con "Presentazione" di A. Sotgiu, Cargeghe, Documenta, 2009.
• G. Deriu - S. Chessa, mwatgL'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dal Basso Medioevo ai nostri giorni, Cargeghe, Documenta, 2011; edizione ebook, Cagliari, Logus Mondi Interattivi, 2012.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.cossoine.ss.it.
• citerefsapere-itCossoine, su sapere.it, De Agostini.
• mwat8La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.